Villa Aragona Cutò – Biblioteca comunale

Fu costruita nella prima metà del Settecento per volere del principe Luigi Naselli di Aragona e ad esso si accede dall’antica via Consolare. L’emblema araldico della casata è rappresentato dai busti di leoncello posti a decorazione dei timpani delle finestre. Gli ambienti, con le loro vistose decorazioni e rivestimenti in marmo rosso, assumono un tono di elegante gusto estetico, accentuato dai visibili resti di pregiate decorazioni che rivestono le volte dei soffitti. Il palazzo, costituito da un grande complesso quadrilatero, è sormontato da una vasta terrazza coperta, dalla quale il principe godeva un panorama molto suggestivo. Pare che egli solesse ammirare, insieme ad amici della nobiltà palermitana, i fuochi d’artificio che venivano preparati nel golfo della Conca d’Oro, in occasione del “Festino” di S. Rosalia a Palermo. Nel 1803 questa grande residenza estiva, già appartenuta ai Principi di Aragona, fu venduta ad Alessandro Filangeri, Principe di Cutò per cui furono cambiate le insegne con monogramma in ferro battuto sul portone d’ingresso.
Complesse vicende patrimoniali preludono al passaggio della proprietà nel 1908 dal principe Alessandro Tasca di Cutò al nipote Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il famoso scrittore autore de “Il Gattopardo”, per finire nel 1923 in mani borghesi.
Acquistata dal Comune nel 1991, dopo il restauro su progetto dell’architetto Antonio Belvedere, attualmente il Palazzo è diventato sede della “Biblioteca Comunale F. Scaduto”.

Palazzo Cutò
Direzione 091 943093
Uffici 091 943094

Orari di apertura al pubblico
Mattina:
 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13.30
Pomeriggio: mercoledì dalle ore 15.30 alle 18.00

Le visite organizzate per gruppi e scolaresche si possono effettuare previa prenotazione.

Biblioteca Comunale

Appofondimento

Costruito tra il 1712 e il 1716 per volontà del principe di Aragona, Luigi Onofrio Naselli, su disegno dell’architetto Giuseppe Mariani, il Palazzo Aragona Cutò è ubicato nella via Consolare nei pressi della Stazione ferroviaria della città di Bagheria.
Ha una massiccia struttura quadrangolare, sormontata da una vasta loggia-belvedere, la cui vista in lontananza incuriosisce e attrae.
Da questa loggia anticamente il principe e la nobiltà palermitana solevano assistere agli spettacoli teatrali ed ai fuochi d’artificio del “festino” di S. Rosalia di Palermo ed ancora oggi da questa terrazza coperta è possibile godere del suggestivo panorama sulla città di Bagheria e sullo splendido Golfo di Palermo.
Sul frontone ai lati dell’ingresso principale, all’interno di nicchie, sono presenti due statue allegoriche, oggi monche, in pietra di tufo mentre busti di leoncello, che decorano i timpani delle aperture principali, rappresentano l’emblema araldico dei Naselli Aragona.

Si accede dal piano terra al piano nobile, mediante uno scalone monumentale, a due rampe simmetriche, la cui chiusura all’interno del cortile rappresenta una vera rarità per una villa di campagna.

Infatti questo Palazzo è l’unico a non presentare quello scalone esterno che pure costituiva una delle prerogative principali delle ville siciliane dell’epoca.

Al piano terra si trovano gli ambienti di servizio mentre al piano nobile abitavano i proprietari.
Sono attribuiti a Willem Borremans gli affreschi, ancora visibili, eseguiti intorno al 1726 sulle volte delle grandi sale del corpo principale in cui furono raffigurati soggetti mitologici quali Il giudizio di Paride, Amore di Venere e Marte, Mercurio e Argo, Ercole e Anteo e soggetti tratti dal Nuovo testamento quali Annunciazione, Visita di pastori, Visita dei Magi, Fuga in Egitto.

Nel 1803 questa grande residenza estiva, già appartenuta ai Principi di Aragona, fu venduta ad Alessandro Filangeri, Principe di Cutò per cui furono cambiate le insegne con monogramma in ferro battuto sul portone d’ingresso.
Complesse vicende patrimoniali preludono al passaggio della proprietà nel 1908 dal principe Alessandro Tasca di Cutò al nipote Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il famoso scrittore autore de “Il Gattopardo”, per finire nel 1923 in mani borghesi.
Acquistata dal Comune nel 1991, dopo il restauro su progetto dell’architetto Antonio Belvedere, attualmente il Palazzo è diventato sede della Civica Biblioteca “F.Scaduto” ma al suo interno ospita anche il Museo del Giocattolo “Pietro Piraino”, aperto ai visitatori e di rilevante pregio artistico.

Il suo spazio interno ed esterno viene quasi quotidianamente offerto a visite guidate e diverse manifestazioni culturali, quali mostre d’arte, conferenze, concerti, spettacoli di ogni genere, presentazione libri, alle quali prende parte con vivo interesse gran parte del pubblico.